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Roma, vietata proiezione su G8 Genova

aprile 22, 2009

Censura

“Il Messaggero”. ROMA (22 aprile) – Sullo schermo dovevano scorrere le immagini del film in dvd “Governare la paura” e poi in sala ci doveva essere il dibattito sull’ominomo libro. Il tutto per ricordare il G8 di Genova. Invece è arrivato il divieto perché la manifestazione è. una iniziativa politica. «La decisione del IV e XV dipartimento del Comune di Roma non ha precedenti. È la prima volta che il Comune esercita una censura sulla programmazione di un evento (la presentazione del libro libro+dvd Governare con la paura). La sala era regolarmente affittata dal Pd romano. A nostro parere, informare la cittadinanza su quanto accadde nei nefasti giorni del G8 di Genova fa parte di quell’arricchimento culturale che il Partito Democratico ha fra i suoi programmi. Ci dispiace per Deaglio, Cremagnani e Concita de Gregorio che avrebbero dovuto partecipare al dibattito. E soprattutto per i cittadini del quartiere e della città che avrebbero voluto assistere alla proiezione, al dibattito e approfondire quanto accaduto in quei terribili giorni del luglio 2001. Proietteremo comunque G8/2001 in un’altra struttura del quartiere».

La denuncia viene da una nota dei consiglieri comunali del Pd Paolo Masini, Massimiliano Valeriani e di Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del Pd e consigliere del Municipio Roma 6. In una nota, il co-autore del libro, Beppe Cremagnani, ha sottolineato: «La decisione del Comune di Roma di vietare la presentazione di questo lavoro, che si doveva tenere al Nuovo Cinema Aquila con Massimo D’Alema e Concita De Gregorio, è gravissima. La motivazione del divieto – prosegue Cremagnani parlando a www.insiemearoma.it – è ancora più assurda, si dice che non si può fare perché è una iniziativa politica. E da quando fare politica è vietato? Siamo tornati ai tempi del Duce quando nei negozi veniva scritto qui è vietato parlare di politica? Alla vigilia del 25 aprile è questo il modo di ricordare la Liberazione?», conclude Cremagnani.

Alemanno: scelta sbagliata. In serata è arrivata la puntualizzazione del sindaco. «Non sapevamo nulla di questo divieto che è stato deciso in autonomia dal capodipartimento competente. Crediamo si tratti di una scelta sbagliata dovuta a motivi tecnici e faremo di tutto per revocarla e poter far svolgere ugualmente la manifestazione».

La polemica però non si è placata. «Il sindaco non se la può cavare scaricando le colpe sugli amministrativi quando dietro questo diniego c’è una ben chiara volontà politica, figlia di un clima di intolleranza che in questi mesi pervade la nostra città. Vietare un’iniziativa pubblica organizzata dal maggior partito di opposizione è un segnale, che anche in prossimità della festa di liberazione del 25 aprile, sarebbe stato da non dare». Lo ha affermato in una nota il segretario romano del Pd Riccardo Milana. «Se Alemanno come dice non era al corrente e in disaccordo non può far altro che rimuovere dall’incarico gli autori di questo irresponsabile atto di censura», ha aggiunto Marco Miccoli, responsabile organizzazione del Pd di Roma «Il fatto che il diniego sia giunto solo tre ore prima dell’inizio della manifestazione proprio mentre durante lo svolgimento del consiglio del Municipio VI veniva presentata da un consigliere del Pdl un question time proprio su questo argomento mi lascia pensare», ha affermato Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del Pd e consigliere del VI Municipio.

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