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L’Unità – Il film sul golpe del G8 censurato dal Comune di Roma

maggio 26, 2009

Articolo comparso sulla versione online de l’Unità il 25 maggio 2009

di Paola Natalicchio

«Torneremo a Roma, in piazza, dopo la campagna elettorale, per presentare il documentario sul G8 e sul Governo che il Comune di Roma ci aveva censurato». Un mese dopo, Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio alzano di nuovo la voce su un episodio che sembra caduto nel silenzio. Complice la distrazione diffusa, l’anestesia generale che addormenta ormai la politica in città. Il fatto, allora, lo ripetiamo. Lo scorso 22 aprile, a Roma, si è svolto un atto di censura. Autore: il Comune. Parte lesa: il regista Beppe Cremagnani e il giornalista Enrico Deaglio. Dinamica difficile da equivocare.

Cremagnani e Deaglio dovevano proiettare il loro documentario “G8/2001: fare un golpe e farla franca” al Cinema L’Aquila, nel periferico quartiere del Pigneto, e partecipare (insieme al direttore de l’Unità, Concita De Gregorio) a un dibattito organizzato dal Pd. Tra gli invitati anche Massimo D’Alema. A poche ore dall’inizio, però, al cinema sono arrivate due e-mail. Una dal dipartimento periferie: «Si comunica che non si accorda l’approvazione». L’altra dal dipartimento cultura, a lamentela del «mancato contraddittorio». Proiezione saltata, sit-in di protesta. Fino alle scuse di Alemanno, in serata, consegnate ad una nota stampa. «Non ne sapevo niente, un errore tecnico dei dipartimenti. Scelta sbagliata». Da allora, però, denunciano Cremagnani e Deaglio, il silenzio.

«Ci aspettavamo due righe dal sindaco. Se davvero si era sbagliato, allora avrebbe dovuto chiederci scusa», protesta Cremagnani. «Sono stati loro a negarci la sala, dovevano essere loro a metterla di nuovo a disposizione. Con un’autorizzazione scritta e non un comunicato stampa», incalza. «Dal punto di vista personale, il silenzio di Alemanno è un gesto maleducato. Dal punto di vista politico, è una cosa gravissima. Da un lato si vieta una manifestazione democratica come la nostra, dall’altro si concede il patrocinio a iniziative organizzate dal centro sociale CasaPound, che ancora oggi inneggia al fascismo», aggiunge. E conclude: «Tutto questo è la riprova, come dice il titolo di uno dei dvd che abbiamo realizzato, che si continua a governare con la paura». Anche il giornalista Enrico Deaglio non fa sconti. «Ci stiamo abituando a tutto, anche a una cosa inaudita come questa. È il segnale che il clima nel paese sta cambiando».

Deaglio ricorda che le proiezioni del film-documentario si stanno susseguendo senza problemi e senza divieti in tutta Italia. L’ultima un paio di settimane fa, nella Milano di Letizia Moratti, organizzata in Camera del Lavoro dalla Cgil. «Problemi a Milano? Assolutamente no. E ci mancherebbe altro. Quello che ci è successo a Roma è senza precedenti». Deaglio ricorda il contenuto del docu-film. «Non è mica un film pornografico! Parla della gestione delle forze dell’ordine a Genova, durante il G8, ma anche in questi mesi del Governo Berlusconi: da Chianciano, a Vicenza, a Parma. Ci sono documenti inediti, interviste esclusive. Si trova senza problemi in libreria». E, alla fine, rilancia. «Dopo la campagna elettorale torneremo in città».  L’idea è quella di una proiezione all’aperto, nella zona pedonale del Pigneto, a pochi passi dal cinema vietato. «Vogliamo mostrare questo film ai romani. Speriamo che questa volta non ci siano problemi».

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“GOVERNARE CON LA PAURA”

aprile 28, 2009

Governare con la paura

Governare con la paura”, si riferisce alla strategia sperimentata nel luglio del 2001 per le strade del capoluogo ligure invase dai manifestanti no global. Finì in tragedia. Oggi gli stessi modi di operare vengono riproposti dai vari decreti sicurezza approvati dal governo Berlusconi. Mano dura contro i più deboli, gli extracomunitari, contro chi protesta e non si adatta alle regole imposte dall’alto. Sicurezza è la parola d’ordine in base alla quale l’opinione pubblica deve accettare nuove regole che limitano la libertà e i diritti dei singoli. “

“Governare con la Paura” è il nuovo film di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, con Mario Portanova, diretto da Luca Caon.

Un libro e due dvd raccolti in un cofanetto (“Fare un golpe e farla franca” + “Governare con la paura”) che raccontano la storia degli abusi del potere in Italia dal G8 di Genova ai giorni nostri.

“Governare con la Paura”, dal 20 aprile in libreria a 18 €. E’ possibile acquistarlo AL PREZZO SCONTATO di 15€ attraverso lo shop online di Picomax. Segui il link per l’acquisto: http://shop.picomax.it/scheda.aspx?id=737

Roma, vietata proiezione su G8 Genova

aprile 22, 2009

Censura

“Il Messaggero”. ROMA (22 aprile) – Sullo schermo dovevano scorrere le immagini del film in dvd “Governare la paura” e poi in sala ci doveva essere il dibattito sull’ominomo libro. Il tutto per ricordare il G8 di Genova. Invece è arrivato il divieto perché la manifestazione è. una iniziativa politica. «La decisione del IV e XV dipartimento del Comune di Roma non ha precedenti. È la prima volta che il Comune esercita una censura sulla programmazione di un evento (la presentazione del libro libro+dvd Governare con la paura). La sala era regolarmente affittata dal Pd romano. A nostro parere, informare la cittadinanza su quanto accadde nei nefasti giorni del G8 di Genova fa parte di quell’arricchimento culturale che il Partito Democratico ha fra i suoi programmi. Ci dispiace per Deaglio, Cremagnani e Concita de Gregorio che avrebbero dovuto partecipare al dibattito. E soprattutto per i cittadini del quartiere e della città che avrebbero voluto assistere alla proiezione, al dibattito e approfondire quanto accaduto in quei terribili giorni del luglio 2001. Proietteremo comunque G8/2001 in un’altra struttura del quartiere».

La denuncia viene da una nota dei consiglieri comunali del Pd Paolo Masini, Massimiliano Valeriani e di Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del Pd e consigliere del Municipio Roma 6. In una nota, il co-autore del libro, Beppe Cremagnani, ha sottolineato: «La decisione del Comune di Roma di vietare la presentazione di questo lavoro, che si doveva tenere al Nuovo Cinema Aquila con Massimo D’Alema e Concita De Gregorio, è gravissima. La motivazione del divieto – prosegue Cremagnani parlando a www.insiemearoma.it – è ancora più assurda, si dice che non si può fare perché è una iniziativa politica. E da quando fare politica è vietato? Siamo tornati ai tempi del Duce quando nei negozi veniva scritto qui è vietato parlare di politica? Alla vigilia del 25 aprile è questo il modo di ricordare la Liberazione?», conclude Cremagnani.

Alemanno: scelta sbagliata. In serata è arrivata la puntualizzazione del sindaco. «Non sapevamo nulla di questo divieto che è stato deciso in autonomia dal capodipartimento competente. Crediamo si tratti di una scelta sbagliata dovuta a motivi tecnici e faremo di tutto per revocarla e poter far svolgere ugualmente la manifestazione».

La polemica però non si è placata. «Il sindaco non se la può cavare scaricando le colpe sugli amministrativi quando dietro questo diniego c’è una ben chiara volontà politica, figlia di un clima di intolleranza che in questi mesi pervade la nostra città. Vietare un’iniziativa pubblica organizzata dal maggior partito di opposizione è un segnale, che anche in prossimità della festa di liberazione del 25 aprile, sarebbe stato da non dare». Lo ha affermato in una nota il segretario romano del Pd Riccardo Milana. «Se Alemanno come dice non era al corrente e in disaccordo non può far altro che rimuovere dall’incarico gli autori di questo irresponsabile atto di censura», ha aggiunto Marco Miccoli, responsabile organizzazione del Pd di Roma «Il fatto che il diniego sia giunto solo tre ore prima dell’inizio della manifestazione proprio mentre durante lo svolgimento del consiglio del Municipio VI veniva presentata da un consigliere del Pdl un question time proprio su questo argomento mi lascia pensare», ha affermato Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del Pd e consigliere del VI Municipio.