Posts Tagged ‘Genova’

Post – Polisblog

maggio 5, 2009

g8genova_01

“Non saranno più accettate azioni di minoranze organizzate che calpesteranno la legalità “. La voce del presidente del consiglio annuncia la “nuova” strategia di governo, mentre sullo sfondo scorrono le immagini della repressione a Chiaiano e dei militari mandati a presidiare i nuovi “obiettivi di interesse strategico nazionale” all’interno delle nostre città. E’ questo l’input che apre il nuovo lavoro di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani e Mario Portanova, un libro e un dvd dal titolo Governare con la paura. La tesi è questa: se la repressione del G8 di Genova fosse stata la prova generale di un sistema che doveva venire? Una dimostrazione per preavvisare i “sovversivi”, dopo aver dimostrato che “si può fare”? Dai fatti di Genova alle violenze di Chiaiano, dalla ragazza nigeriana maltrattata nel carcere di Parma a Emmanuel pestato dai vigili sempre nella città emiliana, dalle cariche sui No Dal Molin agli scontri nei giorni dell’Onda studentesca fino ad arrivare alle violenza sui manifestanti a Bergamo nel corteo contro la sfilata di Forza Nuova.  Secondo i tre giornalisti ( e non solo loro) il G8 del 2001 ha rappresentato il salto di qualità. A 8 anni di distanza, si sono conclusi i processi e sono uscite le motivazioni delle sentenze. Che dicono delle cose durissime, naturalmente trascurate dai media, affermando che l’ordine dato ai carabinieri di caricare i manifestanti in via Tolemaide, fu “non solo illegittimo, ma palesemente ingiustificato e sproporzionato alla situazione”, mentre la reazione delle tute bianche fu, fino ad un certo punto, giusta e a difesa dei propri diritti costituzionali. Alle soglie di un nuovo g8 italiano tutto ciò non può lasciare indifferenti: come scrive Deaglio nella prefazione del libro citando Jenny Holzer, “Abuse of power comes as no surprise” , vale a dire che gli abusi del potere si insinuano a poco a poco nella nostra vita. Sarebbe bene che venissero puniti, sostengono gli autori del libro, ma ancora più importante è esserne coscienti. Perchè una volta varcato il limite è difficile tornare indietro.
pubblicato da davide f.

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Recensito

aprile 23, 2009

Presentato a Roma “Governare con la paura”: libro + film di Deaglio e Cremagnani 22 04 2009 (Rubriche / Caffè Letterario) Mercoledì 22 aprile presso la Feltrinelli Galleria Alberto Sordi, Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani hanno presentato “Governare con la paura. Il G8 del 2001, i giorni nostri”. Le ultime fatiche dei due giornalisti, due film più un libro realizzati insieme a Mario Portanova, sono state raccolte in un cofanetto edito da Melampo. Il film “Governare con la paura” vede la regia di Luca Caon, mentre l’altro “ G8\2001. Fare un golpe e farla franca” è stato diretto da Enrico Cremagnani. Scopo degli autori è quello di ricostruire in maniera dettagliata ciò che è successo nei tre giorni del G8 di Genova del luglio 2001. L’analisi tocca i procedimenti giudiziari, le testimonianze delle vittime, i documenti di cronaca e tutto quanto può essere utile per ricomporre i tragici momenti che videro un ragazzo ucciso, manifestanti aggrediti in una scuola mentre dormivano e migliaia di feriti. Si sottolinea il fatto che durante il G8, per la prima volta nella democrazia italiana, sono state previste una serie di norme volte a limitare le libertà costituzionali. L’inchiesta però non si ferma agli eventi di Genova: gli autori mirano infatti ad evidenziare il ruolo che la paura, diventata un vero e proprio mezzo di governo, ha assunto negli ultimi otto anni. Vengono presi in considerazione noti e numerosi fatti di cronaca nei quali le forze dell’ordine si sono macchiate, con il beneplacito dei governanti, di abusi e soprusi. “Che si tratti di manifestazioni studentesche, che si tratti dell’opposizione alla costruzione di una base militare americana, o dell’impianto di una discarica nei giardini di fronte casa, la polizia (e l’esercito) nell’Italia del 2009 hanno ottenuto dal governo attuale poteri ben più grandi di quanto abbiano mai avuto nella nostra storia repubblicana” sostiene Enrico Deaglio. Anche l’attuale Decreto Sicurezza viene visto come una stretta di carattere autoritario e militaresco. Alla proiezione di una parte del film è seguito un lungo ed acceso dibattito a sottolineare come i temi trattati siano oltremodo attuali e riescano a scuotere in profondità le coscienze degli spettatori. ( Guido Muzi)

http://www.recensito.net/pag.php?pag=5168

Fare un golpe e farla franca

dicembre 13, 2008

Copertina Dvd

Copertina Dvd

Per spiegare la catena di comando che guidò l’irruzione alla scuola Diaz, i pubblici ministeri Francesco Albini Cardona e Enrico Zucca hanno fatto riferimento a una sentenza con cui la Cassazione ha condannato ufficiali nazisti e alcuni soldati responsabili dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzena.

Massimo D’Alema definì l’irruzione alla Diaz un episodio da “notte cilena”, mentre Michelangelo Fournier, uno dei capisquadra che parteciparono all’azione, usò le parole “macelleria messicana”. Di fatto 92 giovani provenienti da ogni angolo del mondo furono massacrati senza pietà e senza nessun motivo e questo atto scatenò l’indignazione dell’opinione pubblica mondiale e le proteste delle cancellerie di tutta Europa.

L’assalto alla Diaz è solo uno degli episodi di violenza poliziesca accaduti nei giorni del G8 e delle proteste del Social Forum. Durante un’intervista in esclusiva per il documentario, Fausto Bertinotti sostiene che in quei giorni la democrazia fu sospesa. La magistratura, che ha tentato di far luce su quanto accadde in quelle giornate, si è trovata di fronte a un muro di omertà e depistaggi da parte delle forze dell’ordine e degli esponenti politici, “degno”, come disse durante la requisitoria il pm Zucca, “di un vero e proprio sistema mafioso”. Chi concepì e comandò gli attacchi ai manifestanti? Solo i vertici della polizia o anche gli uomini di governo presenti in quei giorni a Genova ebbero un ruolo di primo piano nella catena di comando? Il film inchiesta “G8 2001, fare un golpe e farla franca” di Beppe Cremagnani, Enrico Deaglio e Mario Portanova prova a rispondere a queste domande.

Per la prima volta, in questo film parlano le persone che ebbero responsabilità istituzionale negli eventi e la “catena di comando” incomincia a essere ricostruita. Il clima dell’epoca, le responsabilità di governo, il vuoto e gli alibi che si crearono i responsabili stessi, il ruolo che svolse il vicepresidente del Consiglio Fini, unico membro del governo ad essere operativo sul posto. Quello che seppe l’opposizione politica, i tentativi falliti di mediazione. Le testimonianze dei giornalisti e i filmati della Rai che impedirono il silenzio.

E’ la ricostruzione più completa dei fatti di Genova, ottenuta attraverso i risultati dell’inchiesta giudiziaria, del lavoro giornalistico della redazione e di interviste esclusive. Gli avvenimenti e i retroscena di quei giorni vengono rivisti sotto una nuova luce e questo ci aiuta a capire che Genova non fu un episodio isolato, un’esplosione di violenza poliziesca casuale, ma che è profondamente in relazione con ciò che sta accadendo nell’Italia di oggi.